fbpx

Vitamina C e COVID-19 : tra “bufale” ed evidenze scientifiche.

Reading Time: 5 minutes

Come tutti sappiamo, nel 2020 è stato identificato il SARS-CoV-2, il terzo e ultimo ceppo di Coronavirus Umano, in grado non solo di causare una patologia dalla sintomatologia estremamente severa (il COVID-19), esattamente come i suoi predecessori, ma anche di creare una vera e propria pandemia globale.

Nonostante tutti gli sforzi a livello mondiale, ad oggi non sono state trovate terapie con evidenze scientifiche di provata efficacia nel trattamento del COVID-19.

Fortunatamente, solo il 5% dei Pazienti affetti da COVID-19 ha sintomi gravi tali da richiedere la somministrazione di ossigeno gassoso mediante ventilazione meccanica non invasiva come procedimento di cura standard. Proprio al fine di ridurre il più possibile la percentuale di ricoveri e/o pazienti con sintomatologia grave, la comunità scientifica si è rivolta anche alla ricerca di sostanze in grado di favorire la profilassi di questa patologia.

La Vitamina C è ormai nota a tutti per avere proprietà Antiossidanti, Antinfiammatorie ed è in grado di influenzare l’immunità cellulare e l’integrità vascolare. Tutto ciò conferirebbe alla Vitamina C effetti benefici in pazienti affetti da patologie severe e/o critiche. Tutti gli essere umani, in generale, necessitano di maggiori dosi di Vitamina C in caso di un aumento dello Stress Ossidativo (condizione frequente in numerosi se non tutti i casi di malattia, comprese le patologie virali). Poiché le infezioni causa di COVID-19 possono determinare gravi Sindromi da Distress Respiratorio (ARDS), l’interesse nei confronti di questa molecola sembra essere più che giustificato: alte dosi di Vitamina C potrebbero migliorare la condizione di pazienti affetti da SARS-CoV-2.

Negli ultimi mesi sono stati svolti più di 10 Trials Clinici allo scopo di verificare l’utilità della Vitamina C da sola o in associazione ad altre molecole come Zinco Gluconato e Vitamina D oppure a Farmaci come Idrossiclorochina ed Azitromicina.

La polmonite da COVID-19 e la sua progressione verso l’insufficienza respiratoria sembrano essere guidate da una reazione immunitaria in cui l’Interleuchina 6 (IL-6) e l’Endotelina 1 (ET-1) svolgono un ruolo di primaria importanza. La Vitamina C può contribuire a ridurre questi ed altri mediatori dell’infiammazione in varie condizioni infiammatorie (non solo in Pazienti COVID-19), con beneficio soprattutto in Pazienti adulti con comorbilità, ovvero pazienti che presentano altre patologie come Obesità, Ipertensione e Diabete. In caso di patologia severa da COVID-19, dosi elevate di Vitamina C (oltre 1 g) potrebbero dunque essere utili. Tuttavia, studi più approfonditi sono ancora necessari per avere maggiori evidenze scientifiche in questo senso. 

 

Fonti Naturali di Vitamina C

 

La Vitamina C (Acido Ascorbico o Ascorbato) è un micronutriente idrosolubile essenziale per l’uomo, ricavato in natura essenzialmente da frutta e verdura.

Diverse sono le fonti naturali di Vitamina C, tra queste rivestono particolare importanza Arancio (Citrus aurantium), Limone (Citrus limon), Kiwi (Actinidia chinensis), Peperoncino (Capsicum annuum) ma soprattutto Acerola (Malpighia glabra) e Rosa canina (Rosa canina).

 

red berries on person's hands

30 g di Acerola contengono in media tanta Vitamina C quanto 1 kg di Arance

 

Acerola

L’ Acerola (Malpighia glabra) è una pianta appartenete alla famiglia delle Malpighiaceae originaria dell’America del Sud. Anche chiamata Ciliegia delle Antille o delle Barbados per via della somiglianza del suo frutto con la ciliegia. La Droga, parte di pianta utilizzata a scopo terapeutico, sono proprio i Frutti, raccolti a completa maturazione; si tratta di drupe di forma ovale e colore rosso, molto ricchi in Vitamina C, ma anche in Flavonoidi. Grazie alla presenza di questi costituenti, l’ Acerola presenta spiccate proprietà Antiossidanti oltre che stimolanti per il Sistema Immunitario.

Il Frutto di Acerola è molto ricco in Vitamina C, 15 volte più del Kiwi e 10 volte più dell’Arancia.

Rosa canina

La Rosa canina (Rosa canina) è una pianta appartenente alla famiglia delle Rosaceae tipica delle regioni temperate e diffusa anche in Italia. I fiori sono di colore bianco e rosato, ma la Droga sono i “Falsi Frutti”, ovvero i ricettacoli ingrossati, maturi ed essiccati che contengono i veri frutti, erroneamente chiamati semi. I Frutti di Rosa canina contengono principalmente Vitamina C (0,3-1,7%) , per questa ragione è da sempre apprezzata come pianta utile nel trattamento e nella prevenzione delle patologie da raffreddamento. La pianta contiene anche Flavonoidi in tracce, Vitamina A, Carotenoidi ecc.

 

Il nome “Rosa canina” deriva dalla credenza secondo cui questo arbusto potesse guarire dalla Rabbia, malattia provocata dal morso di cane

.shallow focus photography of red fruits

 

Sebbene ad oggi non ci siano Studi Scientifici che abbiano messo in luce differenze di efficacia né di biodisponibilità tra l’assunzione di Vitamina C di Sintesi o da fonti naturali, il consiglio rimane quello di preferire l’assunzione di questo micronutriente dagli alimenti o in integratori contenenti estratti di piante. Questo per via della presenza, in questi ultimi, di tutta una serie di altre molecole che, insieme alla Vitamina C, possono contribuire all’effetto terapeutico e/o salutistico, sottolinenando ancora una volta l’importanza rivestita dal Fitocomplesso, ovvero l’insieme di tutti i composti chimici presenti nell’estratto della pianta.

Dosi Consigliate

Sulla base dei dati riportati in uno Studio del 1996 e facendo riferimento ai criteri dell’Istituto di Medicina degli Stati Uniti, l’ RDA di 60 mg al giorno dovrebbe essere aumentata a 200 mg al giorno, che può essere ottenuto da frutta e verdura. Sempre secondo questo Studio, le dosi considerate come “sicure” di vitamina C sono inferiori a 1000 mg al giorno e dosi giornaliere di vitamina C superiori a 400 mg non sono supportate da evidenze scientifiche che ne attestino l’effettiva utilità. Questo Studio, per la verità abbastanza datato, è però interessante perché mette in evidenza come l’interesse nei confronti di questa Vitamina sia rimasto tale da ormai molti anni.

Attualmente le dosi giornaliere raccomandate di Vitamina C sono riportate nella Tabella sottostante.

flat lay photography of sliced pomegranate, lime, and lemon

 
Age Male Female Pregnancy Lactation
0–6 months 40 mg* 40 mg*
7–12 months 50 mg* 50 mg*
1–3 years 15 mg 15 mg
4–8 years 25 mg 25 mg
9–13 years 45 mg 45 mg
14–18 years 75 mg 65 mg 80 mg 115 mg
19+ years 90 mg 75 mg 85 mg 120 mg
Smokers Individuals who smoke require 35 mg/day
more vitamin C than nonsmokers.
* : Adequate Intake (AI)

 

 

 

In ogni caso, dosi di Vitamina C fino a 2 g/die sono generalmente considerate non dannose per la salute. Tuttavia, studi farmacocinetici indicano che l’assunzione per via orale di una singola dose giornaliera di Vitamina C superiore a 200 mg ha una biodisponibilità inferiore rispetto all’assunzione di tante piccole dosi nel corso della giornata. Più di 100 Studi sugli animali hanno indicato che l’assunzione di pochi grammi di Vitamina C possono contribuire ad alleviare o prevenire le infezioni. Inoltre, 100 mg al giorno di Vitamina C sembrano contribuire al mantenimento di un buon stato di salute cardiovascolare nelle persone sane, mentre dosi superiori (da 1 a 4 g/die) sembrano necessari solo in persone malate.

In conclusione, considerato anche il suo basso costo, si può tranquillamente affermare che l’integrazione di Vitamina C, in aggiunta alla normale dieta, può rivelarsi veramente utile, non solo durante il perdurare della pandemia da COVID-19, ma, più in generale, in qualsiasi situazione di particolare stress del nostro organismo.

Dottor Nicola Magossi

 

woman sitting on bed with flying books

 

Bibliografia essenziale:

Adam F. Feyaerts et al. Vitamin C as prpphylaxis and adjunctive medical treatment for COVID-19? Nutrition. 110948. 2020.

National Institutes of Health. Vitamin C. 27/02/2020.

Levine M. et al. Vitamin C pharmacokinetics in healthy volunteers: evidence for recommended dietary allowance. Proc Natl Acad Sci USA. 93(8): 3704–3709. 1996.

Harri Hemila et al. Vitamin C as a possible therapy for COVID-19. Infect Chemother. 52(2):222-223. 2020.

Campanini E. Dizionario di Fitoterapia e Piante Medicinali. Tecniche Nuove. 2017.

Leone M. 200 Piante del benessere. I quaderni di Igea. 2016.

2020-12-14T20:58:33+00:00
This website uses cookies and third party services. Cookies Policy Settings Ok